Abitudini

Ma l’astuzia dei tiranni nell’abbruttire i propri sudditi si dà a vedere nel modo più chiaro in quel che Ciro fece ai Lidi […] escogitò un grande espediente per assicurarsela: fece aprire bordelli, taverne e sale da gioco, emanando un’ordinanza che obbligava gli abitanti a frequentarli.

Discorso della servitù volontaria, Étienne de La Boétie (1548 a.c.)

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USA. Nevada. Las Vegas. 1967.                                                          Henri Cartier-Bresson
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Big Data 

[…] la difficoltà principale per risolvere i problemi proviene dall’insufficienza dei dati. Verrà il momento in cui ci si accorgerà che la raccolta massiccia di dati alla velocità della luce è stata utilissima alle grandi organizzazioni ma ha recato ben poco vantaggio alla gente comune e ha creato non meno problemi di quanti ne abbia risolti. 

1985 (Divertirsi da morire, Neil Postman, p. 188)

Le notizie del giorno

Solo quattro anni dopo che Morse aveva inaugurato la prima linea geografica, il 24 maggio 1844 fu fondata l’Associazione Press, e incominciarono a ciao colare in tutta la nazione notizie venute non si sa da dove e indirizzate a non si sa a chi. Guerre, delitti, scontri, incendi, inondazioni – l’equivalente della tosse asinina della principessa Adelaide – diventarono il contenuto di ciò che la gente denominò “le notizie del giorno”.[…]

L’effetto principale del telegrafo è stato di accelerare le informazioni, non certo di raccoglierle, spiegarle, analizzarle. […] È adatto soltanto all’invio di messaggi, ciascuno dei quali è subito sostituito da un altro più aggiornato.

[…]

“Conoscere” i fatti ha acquistato nuovo significato, perché non ha più richiesto che se ne capissero le implicazioni, le connessioni, i fondamenti. Il discorso telegrafico non lascia tempo alle prospettive storiche e non da priorità al qualitativo.

Per il telegrafo, l’intelligenza ha significato sapere un mucchio di cose, non sapere qualcosa su di esse.

(Divertirsi da morire, Neil Postman, pp. 71,72,73)

 

La loro faccia

Dobbiamo considerare che nei secoli XVIII e XIX la lettura aveva una qualità assai diversa da quella di oggi.I personaggi famosi erano noti per i loro scritti, non per il loro aspetto o la loro oratoria. Pensare a loro voleva dire pensare a quello che avevano scritto; il giudizio sulle loro opinioni, argomentazioni e conoscenze era codificato nella parola scritta. Per capire quanto sia diverso il metro di valutazione di oggi, basta riflettere al modo con cui pensiamo agli ultimi presidenti; o ai predicatori, agli avvocati, agli scienziati divenuti famosi in questi ultimi tempi. Se pensiamo a Richard Nixon, o a Jimmy Carter, o anche ad Albert Einstein, la prima cosa che ci viene in mente è la loro faccia, soprattutto come ce l’ha trasmessa la televisione (nel caso di Einstein, in fotografia).

Delle loro parole, non ci viene in mente quasi nulla. Ecco la differenza nel modo di pensare tra una civiltà fondata sulla parola e una fondata sull’immagine.

(Divertirsi da morire, Neil Postman, p. 64)

Nixon Kitchen DebatesMAGNUM Photos / Elliott Erwitt