Nadar (appunti di viaggio)

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Alcune foto

Virginia Woolf in 1902; photograph by George Charles Beresford.

[…] si ricordò di aver incontrato Zita per la prima volta a una mostra fotografica, ferma di fronte al proprio ritratto. Aveva visto prima la foto di lei, e non sapeva quale delle due smentiva l’altra, se la donna della foto quella che le stava davanti, o viceversa. Alcune foto, come per esempio quella famosa di Virginia Woolf a vent’anni che guarda di lato, sono talmente perfette che l’essere vivo che vi è  ritratto appare una finzione, un qualcosa fatto apposta per rendere possibile la fotografia. Inni aveva capito che, se voleva conoscere la donna della foto, doveva rivolgere la parola alla donna che le stava davanti, e così aveva fatto.

Cees Nooteboom, Rituali

La loro faccia

Dobbiamo considerare che nei secoli XVIII e XIX la lettura aveva una qualità assai diversa da quella di oggi.I personaggi famosi erano noti per i loro scritti, non per il loro aspetto o la loro oratoria. Pensare a loro voleva dire pensare a quello che avevano scritto; il giudizio sulle loro opinioni, argomentazioni e conoscenze era codificato nella parola scritta. Per capire quanto sia diverso il metro di valutazione di oggi, basta riflettere al modo con cui pensiamo agli ultimi presidenti; o ai predicatori, agli avvocati, agli scienziati divenuti famosi in questi ultimi tempi. Se pensiamo a Richard Nixon, o a Jimmy Carter, o anche ad Albert Einstein, la prima cosa che ci viene in mente è la loro faccia, soprattutto come ce l’ha trasmessa la televisione (nel caso di Einstein, in fotografia).

Delle loro parole, non ci viene in mente quasi nulla. Ecco la differenza nel modo di pensare tra una civiltà fondata sulla parola e una fondata sull’immagine.

(Divertirsi da morire, Neil Postman, p. 64)

Nixon Kitchen DebatesMAGNUM Photos / Elliott Erwitt