Forse tutto era stato possibile

Ma il pensiero che ci fossero tante cose da sapere su ogni singolo oggetto lo respingeva. Avrebbe avuto bisogno di un’altra vita, di rinascere, perché la sua prima nascita, per il luogo il tempo in cui era venuta, lo aveva escluso da quel mondo straniero. Al di fuori della sua volontà era stata fatta una scelta, e lui non aveva che da attenervisi. Bernard aveva ragione. C’erano cose che andavano respinte anche quando erano possibili. Ora che aveva superato i quarant’anni non sarebbe più diventato un pianista, non avrebbe imparato il giapponese, di queste era certo, e, allo stesso tempo, questa certezza lo rattristava, come se, finalmente, la vita cominciasse a rendere evidenti i suoi limiti rendendo così visibile anche la morte: non era vero che tutto era possibile. Forse tutto era stato possibile, ma ormai non lo era più.

Rituali, p. 155 (Cees Nooteboom)
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rappresentazione grafica: bozza n.3

Dilettantismo

Puoi trovare veramente belle solo le cose che conosci. Chi non sceglie perirà nella palude. Sciatteria, mancanza d’attenzione, non sapere mai nulla in modo approfondito: ecco il lato fangoso del dilettantismo. La seconda metà del ventesimo secolo. Più possibilità per tutti. Più persone sanno meno di più cose. Diffusione del sapere sulla superficie più ampia possibile. Chi vuol pattinare sprofonda nel ghiaccio. Così parlò Bernard Roozenboom.

Rituali, Cees Nooteboom

Alcune foto

Virginia Woolf in 1902; photograph by George Charles Beresford.

[…] si ricordò di aver incontrato Zita per la prima volta a una mostra fotografica, ferma di fronte al proprio ritratto. Aveva visto prima la foto di lei, e non sapeva quale delle due smentiva l’altra, se la donna della foto quella che le stava davanti, o viceversa. Alcune foto, come per esempio quella famosa di Virginia Woolf a vent’anni che guarda di lato, sono talmente perfette che l’essere vivo che vi è  ritratto appare una finzione, un qualcosa fatto apposta per rendere possibile la fotografia. Inni aveva capito che, se voleva conoscere la donna della foto, doveva rivolgere la parola alla donna che le stava davanti, e così aveva fatto.

Cees Nooteboom, Rituali

Metastruttura di pensiero complesso

La comprensione intellettuale richiede di apprendere nel contempo il testo e il contesto, l’essere e il suo ambiente, il locale e il globale. La comprensione umana richiede questa comprensione, ma anche e soprattutto di comprendere ciò che gli altri vivono.

La comprensione ci chiede innanzitutto di comprendere l’incomprensione.

Per superare le incomprensioni, bisogna passare a una metastruttura di pensiero complesso che comprenda le cause dell’incomprensione degli uni nei confronti degli altri.

E. Morin

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Washington Square, Winter. André Kertész

Le notizie del giorno

Solo quattro anni dopo che Morse aveva inaugurato la prima linea geografica, il 24 maggio 1844 fu fondata l’Associazione Press, e incominciarono a ciao colare in tutta la nazione notizie venute non si sa da dove e indirizzate a non si sa a chi. Guerre, delitti, scontri, incendi, inondazioni – l’equivalente della tosse asinina della principessa Adelaide – diventarono il contenuto di ciò che la gente denominò “le notizie del giorno”.[…]

L’effetto principale del telegrafo è stato di accelerare le informazioni, non certo di raccoglierle, spiegarle, analizzarle. […] È adatto soltanto all’invio di messaggi, ciascuno dei quali è subito sostituito da un altro più aggiornato.

[…]

“Conoscere” i fatti ha acquistato nuovo significato, perché non ha più richiesto che se ne capissero le implicazioni, le connessioni, i fondamenti. Il discorso telegrafico non lascia tempo alle prospettive storiche e non da priorità al qualitativo.

Per il telegrafo, l’intelligenza ha significato sapere un mucchio di cose, non sapere qualcosa su di esse.

(Divertirsi da morire, Neil Postman, pp. 71,72,73)