(appunti di viaggio)

Ca’ del Bosco, maggio 2017.EROI DI LUCE, 1991. Igor Mitoraj

 

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Metastruttura di pensiero complesso

La comprensione intellettuale richiede di apprendere nel contempo il testo e il contesto, l’essere e il suo ambiente, il locale e il globale. La comprensione umana richiede questa comprensione, ma anche e soprattutto di comprendere ciò che gli altri vivono.

La comprensione ci chiede innanzitutto di comprendere l’incomprensione.

Per superare le incomprensioni, bisogna passare a una metastruttura di pensiero complesso che comprenda le cause dell’incomprensione degli uni nei confronti degli altri.

E. Morin

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Washington Square, Winter. André Kertész

ingombranti

Non è forse vero che il PIL, la misura ufficiale del benessere della nazione, si misura in base alla quantità di denaro che le persone si scambiano le une con le altre? E la crescita dell’economia non è forse stimolata dall’energia e dell’attività dei consumatori? E un consumatore che non si liberi, a breve, di tutto ciò che ha già acquistato, è un po’ come un vento che ha smesso di soffiare …

Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi.    Zygmunt Bauman

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in termini informazionali il testo artistico

[…] una sequenza di segnali a scarsa ridondanza, ad alta dose di improbabilità.

 

la trasmissione di una sequenza di segnali a scarsa ridondanza, ad alta dose di improbabilità [così allora definivo in termini informazionali il testo artistico ], richiede che entri nell’analisi la considerazione degli atteggiamenti e delle strutture mentali con cui il ricevente seleziona il messaggio e vi introduce una probabilità che in realtà vi è contenuta al pari di molte altre a titolo di libertà di scelta.

U. Eco, i limiti dell’interpretazione, p. 20

Appunti, indagine filosofica, Rovelli.

Einstein (1944) scriveva:

Sono pienamente d’accordo con te sul significato e sul valore educativo della metodologia, così come della storia e della filosofia della scienza. Oggi molta gente – perfino scienziati professionisti – mi sembra come chi ha visto migliaia di alberi ma non ha mai visto una foresta. Una conoscenza dello sfondo storico e filosofico dà quel genere di indipendenza dai pregiudizi della propria generazione, di cui la maggioranza degli scienziati sta soffrendo. Questa indipendenza creata dall’indagine [insight] filosofica – a mio parere – costituisce il tratto che distingue un mero artigiano o specialista dal vero ricercatore della verità.

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Rovelli pensa che la considerazione delle teorie del passato e delle loro idee fondamentali, che magari sono ancora in conflitto con il nostro modo di pensare, sia un momento essenziale della ricerca teorica in fisica. E si spinge fino a sostenere che lo stallo della fisica teorica contemporanea – che da decenni non trova una soluzione condivisa dei suoi problemi fondamentali – dipenderebbe proprio da una mancanza di questa dimensione storico-filosofica nella formazione e nell’attività di ricerca dei fisici teorici:

Ogni fisico di oggi è prontissimo a dire: ‘Bene, tutta la nostra passata conoscenza sul mondo è sbagliata: proviamo dunque con qualche nuova idea presa a caso’. Io sospetto che questo atteggiamento abbia una responsabilità non trascurabile per l’insuccesso che da molto tempo caratterizza la nostra fisica teorica. Si può capire qualcosa di nuovo sul mondo o quando si raccolgono nuovi dati, oppure ripensando profondamente a quello che abbiamo già appreso sul mondo. Ma pensare significa anche accettare ciò che si è imparato, mettendo in discussione ciò che pensiamo, con la consapevolezza che in ciò che pensiamo potrebbe esserci qualcosa da modificare o da cambiare.

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http://www.internazionale.it/weekend/2015/05/23/sette-brevi-lezioni-di-fisica-rovelli