La loro faccia

Dobbiamo considerare che nei secoli XVIII e XIX la lettura aveva una qualità assai diversa da quella di oggi.I personaggi famosi erano noti per i loro scritti, non per il loro aspetto o la loro oratoria. Pensare a loro voleva dire pensare a quello che avevano scritto; il giudizio sulle loro opinioni, argomentazioni e conoscenze era codificato nella parola scritta. Per capire quanto sia diverso il metro di valutazione di oggi, basta riflettere al modo con cui pensiamo agli ultimi presidenti; o ai predicatori, agli avvocati, agli scienziati divenuti famosi in questi ultimi tempi. Se pensiamo a Richard Nixon, o a Jimmy Carter, o anche ad Albert Einstein, la prima cosa che ci viene in mente è la loro faccia, soprattutto come ce l’ha trasmessa la televisione (nel caso di Einstein, in fotografia).

Delle loro parole, non ci viene in mente quasi nulla. Ecco la differenza nel modo di pensare tra una civiltà fondata sulla parola e una fondata sull’immagine.

(Divertirsi da morire, Neil Postman, p. 64)

Nixon Kitchen DebatesMAGNUM Photos / Elliott Erwitt

Pregiudizio culturale 

[..] il concetto di verità è intimamente congiunto con le forme di espressione. La verità non è, e non è mai stata, disadorna. Deve mostrarsi in vesti appropriate oppure non è riconosciuta, il che vale a dire che la “verità” è una specie di pregiudizio culturale. Ogni cultura la concepisce espressa in modo autentico soltanto in certe forme simboliche che un’altra cultura considera inutili o non pertinenti.(Divertirsi da morire, Neil Postman, p.29)

Un mondo di concetti

In una cultura imperniata sulla stampa, si devono dare alle persone poco intelligenti dei libri illustrati, per metterli in condizione di capire. L’intelligenza implica di potersi orientare anche senza illustrazioni, in un mondo di concetti e generalizzazioni.(Divertirsi da morire, Neil Postman, p.32)

ingombranti

Non è forse vero che il PIL, la misura ufficiale del benessere della nazione, si misura in base alla quantità di denaro che le persone si scambiano le une con le altre? E la crescita dell’economia non è forse stimolata dall’energia e dell’attività dei consumatori? E un consumatore che non si liberi, a breve, di tutto ciò che ha già acquistato, è un po’ come un vento che ha smesso di soffiare …

Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi.    Zygmunt Bauman

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