Forse tutto era stato possibile

Ma il pensiero che ci fossero tante cose da sapere su ogni singolo oggetto lo respingeva. Avrebbe avuto bisogno di un’altra vita, di rinascere, perché la sua prima nascita, per il luogo il tempo in cui era venuta, lo aveva escluso da quel mondo straniero. Al di fuori della sua volontà era stata fatta una scelta, e lui non aveva che da attenervisi. Bernard aveva ragione. C’erano cose che andavano respinte anche quando erano possibili. Ora che aveva superato i quarant’anni non sarebbe più diventato un pianista, non avrebbe imparato il giapponese, di queste era certo, e, allo stesso tempo, questa certezza lo rattristava, come se, finalmente, la vita cominciasse a rendere evidenti i suoi limiti rendendo così visibile anche la morte: non era vero che tutto era possibile. Forse tutto era stato possibile, ma ormai non lo era più.

Rituali, p. 155 (Cees Nooteboom)
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rappresentazione grafica: bozza n.3

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