Shakespeare ai margini di un’autostrada

L’artista che realizza qualcosa di nuovo ci aiuta perché riduce la differenza di spazio, tempo e atteggiamento che ci allontana inevitabilmente dalle generazioni precedenti. Le tragedie di Shakespeare possono essere considerate letteratura moderna, ma se si riuscisse a mostrare la stessa verità mettendole in scena ai margini di un’autostrada la nostra risposta sarebbe forse più partecipe. La materia di cui è fatto il mondo è parte importante dei soggetti artistici, e i caratteri esteriori di quella materia sono mutevoli.

 Ma vi è un’altra e più importante ragione per questo bisogno di novità: tutte le cose umane finiscono, e l’arte non è che uno dei nostri precari marchingegni. È un’invenzione di simboli, elementi della vita quotidiana scelti e poi montati intuitivamente, arrangiati in modo da indicare qualcosa che va al di là di essi. La fotografia seria, non importa quanto “diretta” o in apparenza oggettiva, non è altro che questa sorta di invenzione e, come tutto ciò che facciamo, dipende da quanto ci si è lavorato. I simboli possono anche prescindere dal loro contesto originario tanto da non alludere più a nulla, come semplici artefatti che documentano la storia della cultura.

Robert Adams

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